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Allegri: “Esigo concretezza, non illusioni”

Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Questo il motto della Juventus dall’8 settembre 2011, quando la frase venne urlata da Giampiero Boniperti in occasione dell’inaugurazione dello Stadium. Eppure, sembra che a tanti tifosi sia passato di mente visto che non perdono l’occasione di ergersi a estimatori del bel gioco e , dimenticando che titoli e trofei si portano a casa con le vittorie, belle o brutte che siano. Fortunatamente però non l’ha dimenticato Massimiliano Allegri che, seppur consapevole dei miglioramenti che dovranno essere attuati nel corso della stagione per imporre la propria supremazia su qualsivoglia avversario, continua a predicare l’importanza dei tre punti quale imperativo guida di ogni partita, lo stesso che i suoi ragazzi dovranno perseguire domani sera contro la Dinamo Zagabria nel secondo turno valido per il girone H di Champions League.

LA CHAMPIONS – “La seconda partita del girone è molto importante”, ha esordito Allegri nella tradizionale conferenza stampa pre-gara. “Bisognerà portare a casa i tre punti e fare un balzo in avanti nel girone per porre le basi del passaggio del turno come primi in classifica, visto che sappiamo cosa significa non raggiungere tale obiettivo. Intanto facciamo tre punti domani, perché sei non si possono fare: al momento non sappiamo quanti punti serviranno per arrivare primi o secondi. Sarà una partita da affrontare con il giusto approccio per portare a casa i tre punti attraverso una buona prestazione”. 

IL CAMPIONATO – “A Palermo a tratti abbiamo giocato male tecnicamente, ma alla fine conta arrivare ad abbinare le vittorie al bel gioco: prima vengono le vittorie e poi viene il bel gioco attraverso il lavoro. Oltre agli errori tecnici, sono mancate le distanze tra noi, ma è normale visto che è un mese che siamo insieme e che abbiamo nuovi calciatori che si devono inserire al meglio in un sistema di gioco ormai collaudato da anni per poter dare risalto alle loro qualità. Quel che è certo è che dobbiamo cercare di dare più ordine e ampiezza di gioco sia in fase di costruzione che di non possesso“.

LA FORMAZIONE – “Non ho ancora deciso la formazione titolare: verranno fatte delle scelte sulla base delle condizioni fisiche di tutti e sulla base degli avversari, ma anche coloro che rimarranno in panchina devono essere consapevoli che dovranno dare una grande mano ai compagni, soprattutto da un punto di vista mentale perché domani è la sesta partita che giochiamo in 16 giorni e può essere normale che subentri la stanchezza. Tuttavia, sappiamo che abbiamo novantacinque minuti per portare a casa la vittoria, per cui dovremmo giocare con la giusta concentrazione e la giusta attenzione. Domani sarà difficile vedere uno schieramento a 4 in difesa fin dall’inizio, ma magari a partita in corso se ce ne sarà bisogno lo potremmo vedere. Evra può essere un’alternativa in difesa, ma può anche partire titolare nel suo ruolo perché Alex Sandro ha giocato 5 partite su 6: è chiaro che, se gioca dietro, può farlo al posto di Chiellini perché sono entrambi mancini. I tre di metà campo domani saranno Hernanes, Khedira e Pjanic, anche se un altro che può fare la mezzala sinistra è lo stesso Alex Sandro che così potrebbe partire titolare. Higuain domani gioca: lui ha caratteristiche diverse da Mandzukic e tutti noi dobbiamo imparare a conoscerlo, ma la conoscenza tra compagni di squadra passa soltanto attraverso il lavoro”.

LA PRECISAZIONE – “C’è nell’aria l’illusione che la Juventus debba e possa vincere tutte le partite 3-0, ma io credo che la Juventus debba invece ritornare con i piedi per terra e debba tornare a essere pratica e concreta, perché per vincere le partite bisogna sudare e faticare: l’illusione porta alla superficialità e la superficialità porta all’errore. L’anno scorso abbiamo vinto 3-0 a Palermo, ma al 90′ stavamo 1-0 e abbiamo segnato gli ultimi due goal in pieno recupero, mentre l’anno prima – e poi mi fermo perché la memoria non mi aiuta più – abbiamo vinto 1-0 con goal di Morata a un quarto d’ora dal termine. Nel calcio non esiste che si vincano tutte le partite 3-0 e chi crede questo è soltanto un illuso. In una sola partita ci sono tanti momenti da gestire che ti portano a giocare anche tre partite contemporaneamente. Io non vivo di illusioni, sono una persona molto pratica e pragmatica: so perfettamente che nel calcio rimane impresso e viene ricordato solo quello che vince. Sono convinto che la mia squadra, questa squadra, sia ai livelli di Real Madrid e Barcellona, ma per dimostrare quei livelli bisogna faticare e sudare come fanno tutti i top club. Se noi siamo consapevoli di questo, allora possiamo fare grandi cose e arrivare alla fine che lottiamo per vincere, mentre se continuiamo a illuderci di poter vincere tutte le partite 3-0 non andremo da nessuna parte, perché ogni volta che al 45′ stiamo ancora sullo 0-0 e si rientra nello spogliatoio ci sarà sempre una delusione immensa e la vivremo sempre come un fallimento. Vale lo stesso discorso che feci lo scorso anno: intorno alla Juventus c’è un’aria che non mi piace. Tutti devono ricordare che nel calcio bisogna fare un passo alla volta: intanto vinciamo domani e poi impariamo pian piano a giocare bene: fare un grande mercato non significa vincere immediatamente tutte le partite 3-0, è una cosa molto semplice da capire”.

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