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Allegri: “Voglio i tre punti con l’Empoli”

Un Massimiliano Allegri determinato ha appena concluso la conferenza stampa pre-Empoli, nella quale ha parlato a 360° del match di domani e degli obiettivi che assieme alla sua Juventus e ai suoi ragazzi dovrà perseguire a breve e a lungo periodo.

SULL’EMPOLI – “Io domani voglio i tre punti. Che poi domani sia una partita molto complicata perché giochiamo alle 12.30 contro l’Empoli, che è vero che viene da due sconfitte, ma è anche vero che con la Lazio non meritava di perdere, questo è appurato. Empoli è un campo difficile: bisogna essere pratici e giocare bene, ma già a Zagabria abbiamo mostrato una velocità di gioco buona. Dobbiamo finire il mese nel migliore dei modi, il che significa che domani dobbiamo vincere contro l’Empoli perché poi ci sarà la sosta e molti andranno con le rispettive Nazionali e, quando rientriamo, ci giocheremo il 90% del passaggio del turno in Champions e non avremo a disposizione molto tempo per preparare due scontri diretti in Campionato contro Milan e Napoli. Domani quindi non dobbiamo sbagliare l’approccio perché, quando lo si fa, si creano delle difficoltà e noi adesso non possiamo permettercelo. In caso contrario, i ragazzi rovinerebbero la sosta al proprio allenatore e questa è una cosa molto importante. La partita di domani è un po’ simile a quella di Carpi prima di Natale dello scorso anno: in quella partita rischiammo di mettere a repentaglio una rincorsa che ci era costata energie. I miei ragazzi però sono molto responsabili e lo sanno che domani è una partita molto importante per il Campionato e che non devono sbagliarla”.

SUL MODULO – “Cambiare sistema di gioco domani? Se cambio subito, poi voi giornalisti cosa mi chiedete? Io lo faccio per voi. Scherzi a parte, cambiare tutto e subito credo sia sbagliato: spero di non averne necessità e di fare cambi di modulo in corsa. I cambiamenti attuati a Zagabria mi sono piaciuti soprattutto perché, quando c’è un cambiamento in squadra, c’è più attenzione da parte di tutti: in Croazia negli ultimi venti minuti non ho usato un nuovo sistema di gioco, ho solo usato nelle stesse posizioni del campo giocatori con caratteristiche diverse”.

PRO E CONTRO – “In queste nove partite giocate finora l’aspetto che mi è piaciuto di più della mia squadra è la partecipazione da parte di tutto il gruppo, sia quelli che giocano sia quelli che rimangono in panchina, che sono importanti allo stesso modo dei primi, se non di più. L’aspetto che mi è piaciuto di meno invece è la qualità del gioco espressa finora che non è giustamente ai massimi livelli perché deriva dalla conoscenza reciproca dei singoli giocatori: per raggiungerla ci vorrà un po’ di tempo o, meglio, ci vorrà tutto l’anno come già accaduto nelle stagioni passate”.

OBIETTIVO VINCERE – “Gli obiettivi della Juve sono tutti principali, vale a dire scudetto, Champions e Coppa Italia: partecipiamo a tutte queste competizioni per cercare di vincerle e quindi creiamo insieme i presupposti per farlo”.

SUI SUOI RAGAZZI – Khedira è rientrato il 5 agosto, ha fatto venti giorni di preparazione e poi ha sempre giocato: nel calcio non c’è una verità assoluta perché un anno va in un modo e l’altro anno va in un altro. Khedira ha fatto tante partite quest’anno perché gli abbiam fatto fare una preparazione mirata anche se breve rispetto allo scorso anno, quando arrivò da noi da due anni in cui non aveva mai giocato. Detto ciò, per domani stanno tutti bene e sono belli freschi, ma non ho ancora deciso la formazione e ho ancora dei dubbi su come giocare e su chi far giocare. Pjanic sta bene. Hernanes in regia aveva già fatto bene l’anno scorso, ma veniva sempre massacrato. Lemina pure ha fatto bene, ma ha più caratteristiche per giocare mezzala o in un centrocampo a due, anche se contro determinati avversari può far bene pure in regia. Avremmo vinto contro l’Inter con Hernanes in regia al posto di Lemina? Vista la partita, magari si può dire che avrebbe fatto meglio, ma se si fosse infortunato e lo avrei perso per le partite successive?!? Sturaro è rientrato con noi speriamo di riavere a breve anche Marchisio, per avere più soluzioni di gioco. Mattiello? Sta discretamente bene e oggi gioca con la Primavera”.

IL RAPPORTO TRA ALLENATORE E CALCIATORI – “Alla fine i giocatori sono quelli che ti fanno vincere le partite e l’allenatore è colui che te ne deve far perdere un po’ di meno. Nella vita esistono delle categorie: i calciatori da 100 milioni fanno in campo delle giocate che non possono essere suggerite dall’allenatore durante l’allenamento perché ce l’hanno nel loro dna. Però si lavora assieme, per esempio, per migliorare il modo di occupare degli spazi e il sistema di gioco complessivo. Quando si allena una grande squadra, sai di avere grandi giocatori in ogni reparto: l’importante è che la competitività sia molto alta tra i ragazzi perché alla fine ne trae beneficio tutta la squadra”.

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