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Altro che festa… la Roma trionfa 3-1, campionato riaperto?

Chi ieri sera sperava nella festa scudetto anticipata della Juventus per il suo sesto scudetto consecutivo è rimasto deluso. Infatti i bianconeri sono stati meritatamente sconfitti dalla Roma con il netto punteggio di 3-1. La squadra di Massimiliano Allegri ora rischia incredibilmente di riaprire i giochi per la vittoria di un tricolore che, fino a due settimane fa, pareva già in tasca. Il tecnico toscano, ha fatto riposare molti big in vista delle due finali, di Coppa Italia Champions League che la Vecchia Signora disputerà tra dopodomani e il 3 giugno, mandando in campo una formazione imbottita di seconde linee, forse un pò troppo, visto il valore tecnico dei giallorossi; eppure, allo stadio Olimpico, la Juventus ha approcciato benissimo la partita, colpendo un palo con un gran tiro dalla distanza di Kwadwo Asamoah, e andando in vantaggio poco dopo con il tocco vincente sottoporta di Mario Lemina al 21′ su assist di Gonzalo Higuain. Improvvisamente però i bianconeri si spengono e bastano marcature approssimative o nulle quattro minuti più tardi, su un calcio d’angolo romanista, per regalare ai padroni di casa il gol del pareggio con Daniele De Rossi, che segna la terza rete in carriera ai rivali, nonostante la grande parata di riflesso di Gigi Buffon che ad inizio azione aveva sventato il colpo di testa di Kostas Manolas. I pentacampioni d’Italia, sembrano attutire bene il colpo, ma il buon tiro di Higuain, forse troppo centrale, viene respinto dal portiere giallorosso Vojchiek Scesceznhy. Nella ripresa tutti si aspettano una Juventus più cattiva per portare in porto questo risultato, o per cercare la vittoria in contropiede, come l’ormai consueto modulo tattico,impone. La Roma, costretta a vincere, però rientra in campo più convinta e al 56′ passa in vantaggio con un tiro non certo irresistibile, ma preciso, di Stephan El Sharaawy, ma è da matita rossa l’errore di Stephan Lichtsteiner, che resta a guardare come una vecchia statuina: la conclusione a rete dell’ex milanista, anzichè affrontarlo cercando magari di deviare il tiro. Non solo, l’ex laziale ostruisce la visuale a Buffon impedendogli di fatto di vedere la traiettoria di quest’ultimo per tentare di effettuare la parata. Ormai lo svizzero, a Torino è sempre più sul viale del tramonto dopo i primi cinque anni fantastici, smarrendo la grinta e precisione di un tempo e una certa cattiveria anche in zona gol, il non essere più titolare indiscusso in questa squadra lo infastidisce, e non è un mistero che la scorsa estate avrebbe preferito salutare il bianconero, anzichè rimanere a fare la riserva di Alex Sandro,  come sta difatti accadendo.

Ai bianconeri, per essere campioni d’Italia basta il gol del pari, ma la squadra in avanti non punge, non creando alcuna occasione da rete, e al 66′ l’esito del match viene sentenziato dalla fantastica azione giallorossa, che porta al destro vincente di Radja Nainngolan su assist di Mohamed Salah, ma sul passaggio dell’egiziano è evidentissimo l’errore in copertura di Leonardo Bonucci. Il dado è tratto, ma Allegri ci crede ancora ed inserisce Paulo Dybala Dani Alves, la musica cambia, ma i bianconeri sciupano due nitide occasioni da gol, prima con la “Joya” e poi con Bonucci. Nel finale, l’arbitro nega un rigore netto ai bianconeri, che però non avrebbe cambiato le sorti di una partita già segnata. Nel recupero Higuain prova a riaccendere la speranza, ma Scesceznhy blocca il tiro con i piedi. E’ la quinta sconfitta in campionato, tutte esterne, e tranne che per il tonfo contro il Genoa, la Juventus è uscita sconfitta con quasi tutte le prime otto squadre della classifica, fatta eccezione per Napoli Lazio. Ora è allarme, cinque punti di vantaggio su nove, buttati letteralmente via, nelle ultime tre partite. I tifosi juventini ora tremano, rivedendo vecchi fantasmi di 17 anni fa, quando la signora si fece soffiare uno scudetto già vinto, con un vantaggio sciupato di nove punti nelle ultime sette partite di campionato.  Per festeggiare bisognerà battere il neopromosso Crotone che, se in campionato si giocasse solo il girone di ritorno, avrebbe un rendimento da Europa League per i punti conquistati, e sarebbe già salvo. Battere i calabresi non sarà affatto facile, e mercoledì sera Allegri dovrà richiamare i suoi uomini di fiducia a raccolta per tentare il tris storico in Coppa Italia ma la Lazio non è intenzionata, a fare da Sparring partner.

Una difesa che sembrava imbattibile da segni di squilibrio: sei reti incassate negli ultimi 180 minuti di campionato. Infine, la dirigenza bianconera, secondo la nostra opinione, dovrebbe cominciare a considerare di dare il ben servito a qualche seconda linea. Lemina, nonostante il gol, gioca poco e vuole cambiare aria, Asamoah non da garanzie dal punto di vista fisico, anche se appare in ripresa. Come detto, sul banco degli imputati Lichtsteiner, ma anche Stefano Sturaro, che sembra aver lasciato a casa grinta e pressing. Speriamo che questo ko faccia capire a tutti che ancora niente è stato conquistato.

 

 

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