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Quella di sabato sera contro il Barcellona a Berlino sarà l’ottava finale di Champions League, precedentemente denominata Coppa dei Campioni. Le statistiche recitano due vittorie e cinque sconfitte.

Ripercorriamo la storia delle finali bianconere.

Si inizia nel 1973, la Juventus allenata da Vycpalek schiera nelle sue fila tra gli altri Zoff, Furino, Altafini, Anastasi, Capello. Di fronte l’ajax, interprete del calcio totale con dei giovanotti di belle speranze che corrispondono al nome di Cruyff, Rep, Krol e Neskens. Un gol di Rep nei primi minuti regala la coppa agli olandesi.

Ci si riprova nel 1983, è la juventus stellare composta dai campioni del mondo di spagna 1982, Zoff, Gentile, Cabrini, il capitano gentiluomo Scirea, Tardelli, impreziosita da due stelle del calibro di Michel Platini e Zibigniew Boniek, il bello di notte così soprannominato dal compianto avvocato Gianni Agnelli per la sua predisposizione ad esaltarsi nelle gare europee. Il cammino di avvicinamento è una cavalcata trionfale e tutto lascia presagire che ci sarà la prima per i colori bianconeri. Purtroppo in finale la Juventus stecca clamorosamente, in una partita stregata dove la palla non vuole saperne di entrare, ad avere la meglio sono gli avversari tedeschi dell’Amburgo. Un gran tiro nei primi minuti di Felix Magath da fuori area batte l’incolpevole Zoff e consegna il trofeo ai teutonici.

Due anni dopo la Juventus è ancora in finale, gli avversari sono gli inglesi del Liverpool, la partita sarà ricordata purtroppo per il massacro dell’Heysel dove periscono 39 tifosi bianconeri vittime della furia degli hooligans inglesi. Il risultato sportivo passa in secondo piano. Finisce 1-0 per la Juventus grazie ad un rigore concesso ai bianconeri per fallo fuori area su Boniek e realizzato da Michel Platini, il risultato sportivo comunque passa in secondo piano di fronte a quanto successo sugli spalti prima del match.

Passano undici anni e la Juventus si presenta all’atto finale. E’ il 22 maggio 1996, i ragazzi di Marcello Lippi contro ogni pronostico vincono ai rigori contro l’ajax dei professori guidati da Van Gaal. Al gol di Ravanelli da posizione impossibile replica Litmanen. Dal dischetto Davids e Silooy si fanno ipnotizzare da Peruzzi. Ferrara, Padovano e Pessotto non sbagliano. Jugovic segna il rigore decisivo ed è vittoria. La Juventus conquista la sua seconda coppa dei campioni in quel di Roma.

L’anno dopo la Juventus è ancora in finale, è la squadra da battere, annovera tra le sue fila Ferrara, Montero, Di Livio, Zidane, Deschamps. Il cammino verso l’ultimo atto è stato trionfale. Di fronte la vittima sacrificale tedesca del Borussia Dortmund. Una squadra irriconoscibile capitola sotto i colpi di Riedle due volte e Ricken, una magia di tacco di Del Piero attenua la delusione ma non basta. La coppa finisce nella bacheca dei tedeschi.

Per la terza volta consecutiva la Juventus di Marcello Lippi si presenta all’atto conclusivo del torneo nel 1998. L’ossatura della squadra è rimasta pressochè invariata rispetto all’anno precedente con l’aggiunta di un Edgar Davids, frettolosamente ceduto dal Milan ai rivali bianconeri. Di fronte il Real Madrid allenato dal guru tedesco Jupp Heynckes e che conta tra le sue fila gente come Hierro, Seedorf, Sanchis, Roberto Carlos e Morientes. Il match è equilibrato con molta battaglia a centrocampo e poche occasioni da rete. Un errore arbitrale consegna la coppa alle merengues con un gol in netto fuorigioco di Predrag Mijatovic.

La Juventus di Marcello Lippi 2.0 si presenta alla finale del 2003 in quel dell’old trafford in Inghilterra. Negli occhi ci sono ancora i ricordi della splendida semifinale dove i bianconeri hanno messo al tappeto il real madrid. Trascinatore di quella partita era stato Pavel Nedved, assente per squalifica. Di fronte nella sfida fratricida il Milan di Carlo Ancelotti. La partita è brutta e la sfortuna ci mette del suo con Conte che colpisce la traversa e un paio di altre occasioni che non si concretizzano per un niente. Si va ai rigori, nonostante un grande Buffon che neutralizza due penalty il rigore decisivo di Shevchenko consegna il trofeo delle mani dei rossoneri.

E ora Berlino, forza ragazzi, noi ci crediamo.

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