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È il momento più adatto per dirle che la sua scelta di cimentarsi nella lettura di questo assolo non è delle migliori, a meno che lei, Caro tifoso juventino, non sia deciso e ben disposto a far elevare il suo livello d’ansia pre-finale a misure incommensurabili.
La vedo, già in piena agitazione per il da farsi. Non nasconda la scaramanzia, lo sappiamo tutti che mente ai suoi colleghi negando ogni forma di speranza nella vittoria della nostra Champions League.
Si, il Barça è fortino e probabilmente giocherà Ogbonna; avremo qualche problemino con le ripartenze, due tre a penetrare in area e addirittura nove dieci a finalizzare qualche buona azione, però ci siamo e ci sarà anche la Juventus domani su quel prato.
Ebbene eccoci qui, a meno 24 ore dallo sprint finale, con un nodo alla gola più grande del solito.
Anche quest’anno ne hai dovute vedere tante, caro tifoso;

..e l’addio di Conte senza spiegazioni, l’incubo della panchina di Allegri, un precario secondo posto sotto “la Roma dello scudetto”, i goal di Pirlo nei minuti di recupero, addirittura il Toro che torna a vincere un derby dopo venti anni.
Ogni weekend un brivido di tensione in attesa di assistere ad un altro passo verso il trionfo.
Arriva l’estate poi, hai vinto lo scudetto, il quarto tricolore consecutivo, raro al punto tale da mandare in tilt il resto d’Italia.
Ricordi finalmente di essere il più forte d’Italia anche dopo aver vissuto il buio di anni pessimi, tra il 2006 e i fatidici “settimi posti” tanto nominati da mister Conte. Proprio lui, al timone di una rinascita di spessore, tuttavia limitata agli occhi nazionali.
Quindi vinci lo scudo numero 30, ma hai rubato perché in Italia “la Juve ruba” e il “gol di Muntari era regolare“. Allora passi al 31esimo e rubi comunque perché la tua maglia è bianconera e l’indole marcata.
Continuano, lo fanno costantemente, tifano le loro squadre meno di quanto possano odiare la Juventus, fino a quando arrivi al trentatresimo e gli alibi non contano più.
La senti questa quiete, caro tifoso Juventino? Un clima deleterio, quello per cui nessuno ha neppure la possibilità di fiatare il tanto noto “in Europa non passi vecchio gobbo, lì non si ruba“.
Un peccato, davvero, ma ci siamo, siamo passati deludendo le aspettative globali, contro le leggi del possibile e dell’impossibile, stravolgendo i nostri piani stessi.

Lo so caro tifoso, anch’io avrei fatto dell’altro domani sera, qualcosa magari di più tranquillo, che non richiedesse poi tanta dedizione.
Invece no, si avvicinano le nove meno un quarto di un match da brividi, inaspettato, a cui ne’ io ne’ tu crediamo ancora.

Trattieni l’irrequietezza e non fiatare, avrai bisogno della voce quasi quanto ne avrai di Carlos Tevez. Trova la sistemazione che più ti si addice e non temere se il biglietto per Berlino non è rientrato nel tuo budget, Buffon udirà comunque le tue esortazioni e Pirlo non ti sorriderà a prescindere.
Caro tifoso juventino, alla nascita tu stesso hai optato per l’iniezione sbagliata. Hai scelto la zebra in tutte le accezioni essa si presentasse ai tuoi occhi.
Non si torna indietro, il dado é tratto, ci si becca domani sera, possibilmente ancora vivi.

Cordiali saluti

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