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Ci sono campioni che prima di esserlo sul campo di gioco lo sono nella vita, giocatori che sanno onorare la propria maglia ed i propri tifosi, cercando di dare sempre il massimo, che sia una finale, un derby o semplicemente un’amichevole. Uomini con la voglia di arrivare sempre in alto e dall’insaziabile fame di vittorie.

Alessandro Del Piero è certamente uno di loro. Proprio lui, il simbolo della Juventus, anche oggi che quella maglia non la indossa più, nel cuore di tutti i tifosi è ancora il “Capitano“, una certezza,  un marchio indelebile che nemmeno il ricordo ancora vivido di quel giro di campo del 13 maggio 2012 potrà mai scalfire.

Perdere una finale dopo avercela messa tutta, credendoci fino alla fine. Rabbia, delusione, amarezza. La sera del 6 giugno non era in campo con i suoi ex compagni, Del Piero, ma quei sentimenti certamente li ha saputi cogliere e comprendere. Le lacrime di Andrea Pirlo e di Gianluigi Buffon, tante partite vinte insieme, ma anche sconfitte, gioie e delusioni, emozioni condivise in maglia bianconera e non solo. Quello stesso stadio di Berlino, nove anni fa, li vide alzare al cielo la Coppa del Mondo.

CAMPIONI DENTRO E FUORI – Sono proprio quelle lacrime, secondo Alex, la rappresentazione più significativa della sconfitta nella finale di Champions League: “Sono un’immagine che mi ha stretto il cuore. Con Pirlo e con Buffon ho vinto tanto, i Mondiali in primis, proprio a Berlino –  ha dichiarato Del Piero alla Golf Cup benefica, organizzata dalla Fondazione Vialli e Mauro al Royal Park I Roveri di Fiano Torinese – Mi è spiaciuto molto per loro. Ma hanno dimostrato di essere campioni in campo e fuori. Riuscire a partecipare alla finale di Champions è qualcosa di incredibilmente bello, arrivare a giocarla è il massimo a cui una squadra può ambire”.

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