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Difficile definire cosa è stato per il calcio italiano e mondiale Dino Zoff. Friulano di Mariano del Friuli è stato ex allenatore di calcio, dirigente sportivo e calciatore italiano. Ha militato in parecchie squadre tra cui Udinese, Mantova e Napoli, ma soprattutto ha difeso la porta juventina dal 1972 al 1983 collezionando 33o gettoni e subendo 226 reti. Con la Juventus ha conquistato sei scudetti, una coppa Uefa perdendo purtroppo due finali di Champions. Si è ritirato dal calcio giocato all’indomani della sconfitta patita dalla Juventus in finale di Coppa Campioni  contro l’Amburgo. Tornato alla Juventus come allenatore in un periodo piuttosto buio della società bianconera, e nonostante la mancanza di campioni nel suo roster riusci a conquistare nel 1989/1990 l’accoppiata Coppa Italia/Coppa Uefa imponendosi contro il Milan di Sacchi nella massima competizione nazionale e superando la Fiorentina nella competizione continentale in quella che fu la prima finale europea tutta italiana. Fu il primo giocatore ad aver vinto la Coppa Uefa nella doppia veste, sia di giocatore che di allenatore.

In nazionale vanta 112 presenze  giocando ininterrottamente dal 1968 al 1983. Capace di mantenere la porta inviolata per 1142 minuti consecutivi è l’unico giocatore italiano a potersi vantare di aver fatto l’accoppiata Campionato Europeo e Campionato del Mondo, raggiunge il tetto del mondo alzando la coppa da capitano, alla veneranda età di 40 difendendo da titolare la porta dell’Italia, grazie alla fiducia concessagli dal c.t. Bearzot che incurante delle critiche piovutegli 4 anni prima in Argentina,  tira dritto per la sua strada e si affida all’esperienza e alla classe del suo compaesano. Memorabile in questo torneo la sua parata sulla linea che inchiodò il risultato sul 3-2 per la nazionale azzurra contro il Brasile.

In qualità di selezionatore della Nazionale azzurra, Zoff raggiunge la finale degli europei del 2000 e solo un’invenzione di Trezeguet nel golden gol gli nega la possibilità di aggiungere un ulteriore record al suo palmares (già vincitore del campionato europeo come giocatore).

Lo ricordiamo infaticabile lavoratore ma anche persona schietta e capace di decisioni forti, come le dimissioni all’indomani della finale europea con la Francia per dignità, in seguito alle parole forti di Berlusconi che lo accusò di incapacità a livello tecnico.

 

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