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Editoriali

Gigi Buffon, un Uomo oltre la Leggenda

E’ persino noioso elencare quello che hai vinto e che hai fatto vincere, soprattutto a chi, come me, ha il vessillo bianconero ubicato tra il cuore e i polmoni; Tu che riesci ancora a farci veleggiare tra la terra e il cielo, fornendoci il propellente sotto la forma fiabesca e leggendaria della tua grandezza, soprattutto quella umana. E’ proprio così, caro “neo quarantenne” Gianluigi Buffon. Quante vite dovremmo vivere per poterti ringraziare? Quanti tuoi presunti colleghi dovrebbero imparare da Te a mettere il cuore oltre l’ostacolo, nel mai interrotto inseguimento del successo sul campo, invece di pensare alle creste sui capelli e ai selfies per apparire sulle riviste patinate o su anonimi e effimeri siti internet? In quanti come Te avrebbero avuto la forza di esprimere con un pubblico pianto dirotto la delusione per una cocente eliminazione, presentandoti alla storia e al mondo intero come se tu avessi avuto delle colpe che invece non avevi? In fin dei conti il tuo dovere l’avevi fatto; sono stati gli altri dieci interpreti, guidati da un selezionatore a dir poco inadeguato, che ti hanno impedito il sogno di partecipare al sesto campionato del mondo; sarebbe stato un ennesimo record, un’altra pietra preziosa da mettere nella tua bacheca già scintillante e trasudante di orgoglio e di appartenenza. Nessuno, lo sappiamo, è eterno; la Juve ha già visto scivolare tra le sue vecchie mani fior di campioni e di Uomini, che mi sembra inopportuno elencare, per non provocare involontari sgarbi agli esclusi dalla lista, nel dubbio atroce di dimenticarne qualcuno, perché sono veramente tanti. Ma credo tu possa rappresentare una eccezione alla regola del “gli uomini passano, la Juve rimane”; sono convinto che quando il “numero uno” passerà su un’altra schiena, se pur potentemente glorificata e magari (forse) all’altezza di quel simbolo che rappresenterà, non sarà mai più la stessa cosa; non lo sarà sicuramente per me, che ti vorrei eterno come un eroe mitologico, sempre a “difesa dei legni”, come amava dire il compianto e immenso Sandro Ciotti all’inizio di ogni sua leggendaria radiocronaca.

Siamo arrivati, oggi, a un traguardo importante per la tua vita; quarant’anni, di cui più della metà spesi sui campi di ogni categoria, compresi quelli della ingiusta serie B; li hai calcati con in tasca un fresco titolo mondiale conquistato in casa dei tedeschi, dopo averli, questa volta insieme ai tuoi fantastici compagni, sbattuti fuori in semifinale, dandomi una delle gioie più grandi della mia vita sportiva e non solo… Ma li hai calcati, con l’umiltà che solo i Grandi sanno esprimere, senza sentirti un sacrificato, ma con lo stesso impegno, la stessa dedizione che hai messo per le sfide planetarie, fornendo un insegnamento unico e inimitabile allo sport, agli sportivi e non, dimostrando dignità estrema, quando avresti potuto “emigrare” ovunque, coperto di soldi, come minimo tre volte tanto. Chissà come finirà questa stagione; chissà se potrai accarezzare, proprio a fine carriera, quel sogno sotto forma di una “coppa dalle grandi orecchie”; lo speriamo in molti; ma ti giuro che la mia felicità personale sarebbe niente rispetto a quella che proverei per la tua felicità; l’ultimo tassello di una carriera straordinariamente elevata, sotto il profilo professionale (sei “solo” il miglior portiere della storia del calcio..) che umano. Grazie comunque andrà a finire; grazie per i sogni che ci hai fatto vivere e per la trasmissione perpetua di entusiasmo e di passione che ci è arrivata sempre fino al cuore. Buon compleanno Gigi.. e un grande grazie.

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