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Editoriali

Gol e umiltà: si scrive Higuain, si pronuncia mostro

10 minuti e 2 gol. Gli è bastato questo per confermare quello che tutti sapevano: è uno dei migliori attaccanti al mondo. Un gol con un preciso diagonale rasoterra, l’altro con una splendida semirovesciata. Solo così poteva presentarsi Higuain al popolo bianconero dello Juventus Stadium alla prima da titolare in maglia bianconera dopo la pausa delle nazionali.

SOLO 4 MINUTI -Il gol decisivo segnato alla prima giornata di campionato contro la Fiorentina è stato davvero solo l’inizio. Oggi pomeriggio, dopo appena 4 minuti, il Pipita ha fatto ruggire di gioia ancora una volta tutto lo Juventus Stadium. Nessuno se lo aspettava un gol così presto contro il Sassuolo tanto esaltato da tutti. Tutti, però, speravano nel gol dell’argentino. Ripartenza veloce da calcio d’angolo avversario, Khedira che imposta, Dybala che serve e Higuain che infila Consigli come solo lui (e pochi altri al mondo sanno fare). Con la leggerezza e la semplicità del killer d’area di rigore. Guardare per credere:

ROVESCIATA DA URLO – Ma un giocatore come Higuain non si accontenta di questo. Il gol alla Fiorentina è stato bello perchè complicato. Il primo di oggi è un classico, uno dei suoi pezzi forti. Gonzalo vuole stupire il suo nuovo pubblico, quei tifosi che tanto desideravano un attaccante di razza come lui. Vuole farli innamorare subito, vuole sentire 41mila persone gridare di gioia il suo nome. E il Pipita questo lo sa. Higuain, diciamocelo, non è un giocatore “normale”. Perchè chi decide in una frazione di secondo di tirare al volo in semirovesciata come ha fatto lui a pochi passi dalla porta sfruttando un improbabile assist di testa del solito Khedira, qualcosa di speciale ce l’ha. Le parole per descrivere il suo gesto tecnico sono inutili. Servono solo le immagini:

UMILTA’Al Napoli tutti giocavano per Higuain. E chi sbagliava a servirlo o veniva rimproverato o scatenava in lui ira (con sè stesso e con gli altri), rammarico e nervosismo. Alla Juventus questo atteggiamento non è consentito. Il motivo è semplice: a Torino non ci sono “prime donne” e tutti sono allo stesso livello agli occhi di Allegri. Higuain questo lo ha già capito benissimo, fin dal primo allenamento a Vinovo, e oggi non lo si è visto protestare mai, nè con i compagni nè con gli arbitri e i suoi collaboratori, nemmeno in occasione di qualche dubbia segnalazione. Al momento del cambio con Mandzukic al minuto 69, stesso atteggiamento: zero mormorazioni. Il Pipita ha ben chiaro in mente che per stare dentro la “famiglia Juventus” bisogna mettersi al servizio della squadra con umiltà, senza voler primeggiare, perchè la squadra è piena di campioni e lui è solo uno dei tanti. E così ha fatto.

HIGUAIN MOSTRUOSO – Non solo i gol, quindi. Higuain ha stupito per come si è mosso in campo, mettendosi a completa disposizione dei compagni, e dell’allenatore, non lamentandosi della sostituzione. I gol sono una conseguenza del suo modo di giocare e della serenità che il mondo Juventus gli sta dando. Ecco perchè si pronuncia Higuain, ma si scrive “mostro”. Mostruoso per i gol, inanzitutto, perchè sono quelli che fanno vincere le partite. Segnare 3 reti in 3 partite (di cui 2 da subentrato) dopo tutte le voci di mercato prima e sul suo stato forma “appensantito” poi non è così facile da fare nella Juventus. Mostruoso anche per come si è calato immediatamente nella mentalità del club che per lui ha deciso di spendere 90 milioni, ben consapevole che tutto l’immenso popolo bianconero si aspetta che lui diventi il cannoniere che faccia la differenza in Champions, quello che segni i gol decisivi nelle partite che contano di più.

Nessuno si aspettava un inizio così. C’è poco da dire: la “partenza” di Higuain alla Juventus è stata mostruosa. Ma nel calcio, si sa, conta l’ “arrivo”. L’importante è arrivare, nn passo alla volta. Per quello c’è tempo. Lasciateci godere, per una notte, quel “mostro” di Higuain.

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