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Il “sergente” Antonio Conte non dà tregua

A due giorni dalla sfida con la Croazia e a un anno esatto dall’inizio di Euro 2016 made in France, il riposo non è di casa a Coverciano. Che il CT Antonio Conte non ami staccare mai la spina, a prescindere che si tratti di allenamento o partita, e adori allevare i suoi calciatori con il metodo del bastone e della carota, lo si è potuto facilmente sperimentare durante il suo trionfale percorso sulla panchina della Juventus. Difatti, come dimenticare a tal proposito il celebre siparietto messo in scena il 12 gennaio 2014 durante la trasferta col Cagliari da Simone Pepe e Andrea Pirlo che in panchina, sul 4-1 per la Juventus a circa 5 minuti dal fischio finale, non si erano risparmiati dal prendere in giro le continue pressioni e richieste d’intensità a bordo campo dell’allora Mister, completamente ignaro di quello che stava accadendo alle sue spalle.

LA PAROLA D’ORDINE È INTENSITÀ – A quanto pare, però, quell’esilarante imitazione non ha spinto il CT della Nazionale a rivedere i propri metodi poiché l’intensità continua a costituire il punto focale attorno cui ruota la preparazione degli Azzurri. Risulta facile, allora, comprendere come a Coverciano siano state abolite le classiche partitelle rilassanti da fine allenamento e si possa assistere invece a delle vere e proprie partite, in cui pestoni ed entrate dure sugli stinchi non sono banditi. Ne sanno qualcosa Ciro Immobile e gli altri due compagni rimasti a terra nel giro di dieci minuti durante la seduta svoltasi nel corso di ieri pomeriggio, dove è parso evidente come fosse vietato fermarsi anche solo per riprendere fiato. Il pallone oltrepassa la linea di fondo campo? Niente paura, ci pensano Carrera da un lato e Sandreani dall’altro a ributtarlo immediatamente nella mischia. Il pallone finisce in fallo laterale? Nessun problema, c’è Conte a recuperarlo all’istante.

INFERMERIA SOLD OUT? – E poco importa se allenamenti così intensivi comportano la perdita di pezzi importanti per strada e la conseguente probabilità di compromettere la qualificazione agli Europei, perché costretti a schierare in campo un modulo che allo stesso CT non garba più di tanto per via delle numerose assenze. Non va dimenticato, infatti, che hanno già lasciato il ritiro Andrea Barzagli e Simone Zaza a causa di misteriosi problemi fisici, rimasti ad oggi ancora privi di spiegazione medica, e che sono fermi ai box in attesa di un nuovo bollettino Gigi Buffon con la sua “sofferenza al gomito sinistro” e Marco Verratti con il suo fastidio muscolare al polpaccio sinistro, mentre sembra avere recuperato del tutto Claudio Marchisio che fino a ieri aveva svolto lavoro differenziato.

“… PER NON PAGARE PIÙ LO STESSO ERRORE…” – La domanda è, quindi, d’obbligo: è davvero necessario? È davvero impossibile abbassare un po’ i ritmi? È davvero un’utopia cercare di arrivare all’importante sfida con la Croazia con un gruppo carico, numeroso e in forma, piuttosto che con una formazione rattoppata e acciaccata? A quanto pare sì. Tuttavia, Mister, non spetta a me ricordarle come l’intensità le abbia già giocato un brutto scherzo alla Juve quando, la sua scelta di mandare sempre in campo i titolarissimi, le ha consentito di agguantare il record dei 102 punti in Serie A pregiudicandole l’approdo alla finale di Europa League, che avrebbe potuto aggiungere al suo palmarés uno di quei trofei di cui gli annali mantengono memoria. Da uno come Lei mi aspetto, anzi pretendo, che impari dagli errori commessi.

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