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Juve, senti Marotta: “Ci saranno occasioni, ma evitiamo fallimenti”

Tra 5 giorni esatti, sarà Sampdoria-Juventus il match del ritorno alla realtà in casa bianconera. Il punto della situazione arriva dalle dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato bianconero, Giuseppe Marotta. Tra avvisi, opinioni, importanti novità, elogi e cessioni. Scopriamole insieme.

Di questo clima di amarezza e delusione che trascina con sè la Nazionale Italiana, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, l’amministratore delegato della Juventus preferisce non sbilanciarsi troppo, dando un segnale di svolta e di decisioni importanti nella sua, di squadra.

Giuseppe Marotta aveva analizzato la situazione italiana come una “grave sconfitta”, nel caso di una mancata qualificazione ai Mondiali nei play-off contro la Svezia.

E con molte probabilità, il match di ieri continuerà a creare dibattiti sulle tematiche “Nazionali” a lungo andare nei mesi successivi, e nella casualità di pause, tutto riprenderà alle porte del torneo estivo: soliti drammi e pochi fatti… e tanta, tanta nostalgia di un’Italia ferita nell’orgoglio di cui, senza l’ennesima sbandata, di “curarla” non se ne sarebbe occupato ugualmente nessuno. Da undici anni, ad oggi.

Per cui, tante le domande e i problemi irrisolti, ma a lungo andare bisogna ritornare con i piedi per terra, sulla terraferma: a novembre inoltrato, c’è una stagione da scrivere in casa bianconera, e le Nazionali lasciano lo spazio che trovano… gli obiettivi primari, per i giocatori e per la società, diventano ben altro. A dare un chiaro segnale di tutto ciò ci pensa il “Miglior manager sportivo dell’anno”, che tra una premiazione e l’altra sono state non poche le dichiarazioni rilasciate in merito al mercato del futuro e del passato, ai giocatori, al mister e a molto altro.

CESSIONI SENZA COLPE — Seguendo un ordine cronologico, si potrebbe iniziare riportando le dichiarazioni in merito alle cessioni che tanto hanno fatto discutere nel bollente mercato estivo bianconero… e non solo dei 3 mesi appena conclusi:

“Quella di Dani Alves è stato un fulmine a ciel sereno. Sembrava volesse il City, poi è arrivato il Psg. C’è stato un momento di contrasto, perché ho fatto valere il rispetto del professionista nei confronti della Juventus. Su Leonardo Bonucci, c’è da premettere che l’allenatore non è stato la causa della sua partenza. Eravamo preparati perché nelle discussioni che normalmente si fanno erano emerse delle insoddisfazioni da parte del calciatore.”

Ancora inaspettatamente caldo, infatti, il tema Gonzalo Higuain:

“Si è creata un’opportunità con il Napoli in un preciso momento in cui abbiamo deciso di fare un investimento, ma non si può pensare di farlo ogni anno.”

FIDUCIA NEI MEZZI — Se i meccanismi di una società funzionano, c’è sempre il merito un gruppo ristretto, di forza e fiducia, guidato da qualcuno in particolare… e dunque, non mancano quelli che son gli elogi nei confronti del Presidente Andrea Agnelli:

“La differenza con le proprietà straniere? Avere una famiglia così longeva alla guida del club significa avere un grande senso di appartenenza. Un Agnelli alla presidenza è un valore aggiunto. Andrea ha creato un modello vincente, è stato lungimirante con due principi: la competenza e la delega. E tutto in questa società è finalizzato alla vittoria.”

Procedendo per cronologia, troviamo gli argomenti inerenti all’allenatore, ai giocatori della rosa attuale… e a quel sogno così proibitivo, ossessivo e desiderato che accomuna proprio tutti.

MAX E’ DA JUVE… — “La società viene prima di tutto. E nella classe dirigente considero anche l’allenatore, che deve essere coerente con la linea aziendale: quelli che non lo sono alla Juventus non troverebbero spazio. E Max si concilia alla perfezione con il nostro modello”.

…E DYBALA VA DIFESO — “Per quanto riguarda Paulo, non ha avuto il tempo di essere talento: è diventato subito un campione. E se fa cose normali viene bocciato. Noi, come club, dobbiamo essere bravi a supportarlo”.

IL SOGNO ETERNO — “Ci proveremo, un’altra volta, ma dipenderà da molti fattori. A Istanbul siamo stati eliminati per determinate condizioni climatiche, ma negli ultimi anni ha vinto sempre la squadra più forte. Noi vogliamo sempre il massimo. La Champions League è quasi un’ossessione, ma le ultime sconfitte in finale devono motivarci ancor di più per arrivare fino a Kiev. Ma questa volta per vincere. Anche lo Scudetto, arrivare secondi o terzi, sarebbe un fallimento.”

UNO SGUARDO AL FUTURO — In ultimo, concludiamo trovando quelli che sono gli argomenti futuri, gli obiettivi, i percorsi personali… quelli che andrebbero a formare i futuri nomi del domani bianconero e quelle che sarebbero le scelte professionali dell’a.d. bianconero:

“Al momento non si registrano problematiche particolari, ma ogni anno dobbiamo stare attenti nel cogliere le possibili occasioni. E non è facile trovare calciatori da Juventus. Vero, in difesa conosciamo l’attuale situazione anagrafica, ma i nostri ‘meno giovani’ stanno facendo ancora benissimo. Goretzka e Emre Can sono due parametri zero di lusso… noi siamo alla finestra, ma determinanti saranno le volontà dei singoli.” “Il mio percorso, invece, non è concluso. C’è questa sfida di volere a tutti i costi la Champions. Poi se Agnelli dovesse decidere di cambiare non mi vedrei in un altro club, piuttosto in un ambito federale”.

Non ci resta che aspettare le manovre e le decisioni di una società che ad oggi, al netto di soggettivistiche considerazioni, ha avuto sempre ragione. Perno imprescindibile di un sistema di vittorie… e di grandi soddisfazioni. 

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