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JUVENTUS-CAGLIARI: Allegri fa i conti tra classifica e titolari

Lo “snodo-scudetto”, così come l’aveva definito alla vigilia di Inter-Juventus persa poi per 2-1, non è stato affrontato come si aspettava. E ora Massimiliano Allegri, che in questi due giorni è stato il bersaglio principale di critiche eccessive quanto infondate, chiede ai suoi ragazzi una reazione immediata. L’occasione è offerta proprio dal turno infrasettimanale, che vedrà i bianconeri alle prese domani sera col match casalingo contro il Cagliari, presentato pochi minuti fa dal tecnico livornese nella consueta conferenza stampa tenutasi a Vinovo tra le mura dello Juventus Center.

TRA INTER E CAGLIARI – “Parlare di urgente cambio di modulo ora ha poco senso perché finora è stato fatto un lavoro importante e una partita giocata male, come Inter-Juve che credo sia stata una delle partite più brutte degli ultimi trent’anni a livello tecnico, in cui noi abbiam fatto un’unica buona giocata con Alex Sandro e poi ci siamo rigirati a nostro sfavore tutti gli episodi, non può cancellarlo: buttare all’aria in ventiquattro ore tutte le nostre certezze mi sembra esagerato. Certo è che nel corso della stagione la squadra dovrà assestarsi in modo diverso per dare maggiore spazio a giocatori con qualità diverse da quelle di coloro che c’erano negli scorsi anni, vedi per esempio Pjaça. Ma per tutte le cose ci vuole tempo ed equilibrio: se una partita giocata male come quella di domenica toglie tutte le certezze che abbiamo, allora vuol dire che stiamo sbagliando strada. Avevo detto che per uscire con un risultato positivo da Milano occorreva giocare molto bene tecnicamente e non l’abbiamo fatto: pertanto, è evidente che dobbiamo migliorarci sul piano del gioco e trovare soluzioni tattiche diverse per arrivare a marzo competitivi in tutte le competizioni a cui partecipiamo, ma il Campionato non si vince ora e non l’avremmo vinto neanche battendo l’Inter. Domani ci sarà una reazione diversa perché, uscendo sconfitti da Milano e con le conseguenti critiche che ci sono piovute addosso, i ragazzi avranno voglia di riscattarsi, sapendo però che avranno di fronte un Cagliari sbarazzino che ha giocatori offensivi molto bravi ed entusiasti delle vittorie raccolte finora, ragion per cui vorranno continuare su questa striscia. Per batterli, noi dovremmo giocare molto meglio e non commettere errori collettivi perché sennò facciamo la fine di Milano: sul secondo goal è vero che Asamoah sbaglia il passaggio e perde palla, ma la prestazione di tutti era stata incolore perché su quell’azione saremmo dovuti partire in contropiede e invece siamo tornati indietro come i gamberi. Avevo definito la gara con l’Inter uno snodo per lo scudetto perché vincendo avremmo messo la Roma a -5 e la stessa Inter a -8: in tal modo, non avremmo vinto lo scudetto, ma avremmo lanciato un segnale molto forte a tutte le altre squadre da un punto di vista psicologico perché significava aver già vinto quattro scontri diretti. Detto ciò, a Roma con la Lazio abbiamo vinto con due tiri in porta una partita che forse non meritavamo e invece siamo stati bravi a portare a casa non concedendo neanche un tiro agli avversari, mentre abbiamo perso a Milano una partita che non avremmo dovuto perdere: conti alla mano, ad oggi avremmo dovuto avere 8 punti in classifica e invece ne abbiamo 9, ergo vediamo l’aspetto positivo“.

SULLA FORMAZIONE – “L’allenamento di oggi mi dirà chi sarà disponibile domani perché molti hanno giocato tante partite come Khedira, che ha bisogno di recuperare perché ha giocato sette partite finora, e Bonucci che tra impegni della Nazionali e problemi personali ha bisogno di rifiatare. Pjanic regista? Con la Bosnia Miralem gioca nella zona centrale del campo, così come nella Roma prima dell’arrivo di Spalletti: lui non è una mezzala classica che s’inserisce, che apre il campo e che si fa 50 metri; secondo me, domenica ha fatto una buona partita perché ha giocato con personalità, occorre solo sfruttare al massimo tutte le sue potenzialità. Per sostituire Khedira, al momento ho a disposizione Lemina ed Hernanes, che viene sempre fischiato soprattutto quando si gioca in casa, ma credo che meriti più rispetto perché è un giocatore importante per noi. Poi ci sono Sturaro, che sta rientrando ora ma manca ancora della giusta condizione, e Marchisio che non è ancora in grado di giocare, a meno che non decide di far giocare Cuadrado o Dani ALves mezzala. Detto ciò, tutti i ragazzi devono sentirsi parte integrante della stagione e non dico del progetto perché di progetto ne abbiamo uno solo, ossia vincere. Rugani? domani gioca: lui è un Nazionale, è cresciuto molto rispetto all’anno scorso e sarà un giocatore che starà dieci anni alla Juventus; è vero che davanti ha quattro calciatori importanti, ma ciononostante in questa stagione riuscirà a ricavarsi il suo spazio e a giocare tante partite. Siamo solo agli inizi: con sei nuovi innesti è impensabile vedere progressi e differenze tattiche in soli 20-25 giorni di lavoro. Dybala riposa? Lo deciderò dopo l’allenamento di oggi. Contro l’Inter ha fatto una buona partita, anche se gli manca il goal, ma può capitare: deve solo rimanere sereno e tranquillo perché è un giocatore straordinario. La sua posizione è tale e quale a quella dell’anno scorso, né più né meno, solo che finora ha tirato un po’ meno in porta: deve ritrovare il suo equilibrio perché l’anno scorso era la novità della squadra, mentre quest’anno è un giocatore conosciuto e deve fare i conti con la pressione. L’infortunio di Benatia? Verrà valutato nei prossimi giorni. Higuain o Mandžukić? Le prime due partite le abbiamo affrontate con tanti giocatori nuovi che erano appena arrivati e avevano bisogno di lavorare con il gruppo, poi c’è stata la sosta e Higuain era rimasto con noi, per cui ho deciso di metterlo titolare con Sassuolo e Siviglia, mentre domenica contro l’Inter ho fatto una scelta: è chiaro, lui e Mario vogliono giocare sempre come tutti gli altri, ma è impensabile che loro due e tutti gli altri giochino 50 partite. Ci sarà sempre un periodo in cui giocherà più titolare l’uno piuttosto che l’altro e viceversa”. 

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