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Editoriali

Juventus, dal botto allo… schianto! Da Udine per ripartire

Il match che si è consumato nella giornata di ieri, alla Dacia Arena, è stato molto particolare. Snodo importante, dopo i due risultati non positivi contro Atalanta (non perché un pareggio a Bergamo sia la fine dal mondo, ma da come sia venuto questo risultato) e Lazio, per la Juventus si profilava un bivio. Con il pareggio a reti bianche tra Napoli ed Inter al San Paolo la Vecchia Signora doveva battere un colpo, per dimostrare di essere ancora viva e di poter riprendere ciò che da 6 anni è suo.

Massimiliano Allegri si ritrova ad Udine presentandosi in emergenza. MatuidiPjacaDe SciglioSturaroHowedess out. Khedira non al meglio, Pjanic appena rientrato. Chi ha giocato di più deve ancora stringere i denti. Come una stagione fa uno snodo importante passa dall’ex Friuli. L’Udinese è squadra fisica, e parte forte. Approfitta del solito diesel mentale che è la Juve ed insacca il primo goal al minuto 7 del primo tempo. Ci risiamo, l’incubo è ancora quello. Serviva una reazione e invece il leone si è fatto ancora domare. La reazione però è di rabbia. Allegri prima della partita manda in campo quelle che sono le sue idee, nonostante tutto. I mugugni lo accompagnano, ma lui è abituato a reggere la pressione come pochi. Prima c’è il pareggio su autogoal, poi il vantaggio di Khedira su azione meravigliosa della squadra, del collettivo.

La svolta vera alla partita, e forse all’intera stagione, arriva però al 26esimo del primo tempo. Contatto in area dei padroni di casa, Mandzukic cade e rimane a terra dopo un duello con Ali Adnan. L’arbitro assegna rimessa dal fondo e l’iracheno va a prendere a muso duro il croato, che non reagisce, non fa nulla, difende pacatamente la sua posizione. Il rigore era netto, il VAR non interviene e il direttore di gara ammonisce entrambi senza motivo. Il 17 bianconero ha una reazione, e finisce sotto la doccia.

Uno degli elementi cardine della Juventus di Massimiliano Allegri abbandona anzitempo la nave, lasciandola in mare di tempesta. Pressione feroce degli uomini di Del Neri. Sembra tutto perduto al pareggio fulmineo dell’Udinese. La Dacia Arena esplode e la situazione si fa dura. Lì esce fuori ciò che sembrava sopito. I 10 in campo, in difficoltà fisica ed emotiva riprendono in mano la situazione, si impongono di nuovo grazie alla rete di Rugani, che si presenta nel momento del bisogno. Prima il 2-3, poi l’assist per il quarto. Il carattere c’è, e la carica è suonata da chi non ti aspetti. Uno che limiti caratteriali ne ha sempre oggettivamente avuti. Gonzalo Gerardo Higuain fa l’Higuain, giocando di tecnica, fa il Mandzukic, lottando contro 2, spesso 3 avversari ed avendo la meglio, gioca da Pjanic non sbagliando un possesso. Già, lui e il bosniaco. Gonzalo Mire salgono in cattedra e trascinano fuori dal fango la Juventus, armando il destro caldissimo di Khedira, la scelta incomprensibile di Allegri, quello malconcio fisicamente che in una situazione simile non dovrebbe mai giocare. Ha vinto Allegri. Prima tripletta in carriera e Udinese schiantata. Grazie a lui, Grazie ad un mostro con la 9.

C’è spazio anche per Paulo Dybala, due piazzati perfetti che propiziano due reti, una partita di lotta, di fisico, nella tranche si fa scappare un’espressione di troppo, fraintesa da quasi tutti che non ne conosco l’origine, né il significato, e ci montano su un caso. Ma la sua prova è bella, manca il goal, annullato in maniera impeccabile. Ma la maturità da giocatore consumato c’è. La Juve s’è svegliata, ha tirato fuori gli artigli, per non dire altro, e vuole agguantare il campionato.

UdineseJuve è la partita della stagione, perché da qui sarà affrontato tutto in maniera diversa, da chiunque scenda in campo. Dopo la sosta ci sarà da divertirsi, ma fino ad allora ci servirà un gran cuore, per strappare alle avversarie match insidiosi, ma che sono alla portata. La Juventus sembra ritornata a voler vincere, con furia, come un predatore sentendo l’odore del sangue. Le avversarie sono avvisate: si salvi chi può.

Nato nella provincia di Terni il 20/04/1998, ama il calcio e la scrittura. Cerca di conciliare il tutto con una delle sue grandi passioni: la Juventus. È caporedattore di VoceBianconera.

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