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TEVEZ – 9

Stagione ad altissimi livelli per Carlitos che fa tutto: ci crede, spazia e segna. Il mister adotta l’idea di costruirgli attorno l’attacco e così è: “Tutt’attorno a lui!” che regge gran parte della stagione, pur cambiando partner. Peccato solo per la classifica marcatori, una chicca personale che per l’argentino avrebbe avuto il suo perché. PERNO

LLORENTE – 7

Il marcantonio de Pamplona gioca una stagione di sacrificio in cui purtroppo l’alimento principale per ogni attaccante scarseggia: il goal. Quell’amico così familiare allo spagnolo la scorsa stagione quest’anno manca gli appuntamenti più importanti, tanto da vederlo scavalcato nelle gerarchie di mister Allegri dal giovane Morata. VINCITORE O VINTO?

MORATA – 8

Uno scarto del Real. Era arrivato così. Poi Rubinho gli frana addosso al primo giorno di ritiro e la stagione del giovane tarda ad iniziare, ma dall’inizio in poi è stata devastante: goal pesantissimi in Campionato come in Champions League ne fanno vedere le doti che in certe accezioni ricordano le movenze di Van Basten, tanto che il Real lo vorrebbe indietro. DEVASTANTE

COMAN – 6

Pulito nello stile e incisivo nella giocata. Giocare di più magari anche in prestito in qualche altra realtà, sembra la strada migliore per poterne valorizzare al meglio le doti tecniche e fisiche. COMANdante in futuro

PEPE – s.v.

Gioca davvero poco per poterlo giudicare, ma è l’eterno leader che anima e unisce panchina e spogliatoio. COLLA

MATRI – 7

Parte a Genova dove non avrebbe vinto nulla e a gennaio si ritrova alla Juventus. Di nuovo. Col suo mentore di sempre in panchina. Vince scudetto e Coppa Italia per cui è peraltro l’uomo decisivo e per poco non porta a casa anche la Coppa dei Campioni. SLIDING DOOR

ALLEGRI – 10

Viene catapultato sulla panchina bianconera senza quasi aspettarselo. Come il più sommo dei profeti arriva fra i fischi e saluta tra gli applausi di tutti. Il suo stile scanzonato da bischero toscano premia e alla fine fa ricredere anche i tifosi. La sua Juve è capace di cambiar vestito in corso d’opera e si adatta alle assenze forzate di giocatori fondamentali in periodi cruciali della stagione. Doti che mancavano quando il predecessore sedeva su quella panchina. A lui diamo il voto più alto, convinti che il grosso del lavoro quest’anno l’abbia fatto lui. MISTER FLESSIBILITA’

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