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BUFFON – 9

Parate che valgono goal. Da anni si pensa che la stagione in corso possa essere l’ultima ma ogni annata smentisce la previsione di fine stagione. Per ora sembra rinato a vita nuova, complice anche la serenità sul piano privato ritrovata con la nuova ed ufficiale compagna di vita. Con questi ritmi la legge Fornero sarà ampiamente rispettata dal capitano bianconero. VITA NOVA

STORARI – 7

Prendi un portiere dalle buone doti che quando chiamato in causa risponde sempre degnamente presente e shakeralo con una personalità travolgente che lo vede sugli spalti tifare per Barzagli in partitella con la Primavera dopo un lungo stop e in panchina motivare la squadra quasi come un secondo allenatore ed ottieni Marco Storari. COCKTAIL DI LUSSO

RUBINHO – s.v.

Il portiere che ha più vinto e che al contempo, ha subito meno goal in assoluto. Quando si dice RETE VERGINE! IMMACOLATO

LICHTSTEINER – 7,5

Si conferma anche per questa stagione un pendolino senza eguali. Un po’ a corto di carburante però quando spostato a terzino basso, il ruolo gli richiede sforzi maggiori. Rallentare? Nient’affatto! La lucidità negli inserimenti e in zona cross però ne risentono. A TUTTA BIRRA!

CACERES – 6

Colui che si era mostrato una gran riserva negli anni passati, quest’anno contribuisce poco alla causa per la “mala suerte” che gli si è abbattuta addosso. Lungo pit-stop, l’ennesimo. COMPARSA

BONUCCI – 9

Il migliore della retroguardia bianconera. Meno “bonucciate” più solidità e certezza. Quest’anno si concede anche il lusso di reti da vero bomber: bomba da fuori area alla Roma di Garcia nell’andata allo Stadium e coast-to-coast con relativo goal contro l’altra romana. BECKENBONNIE

BARZAGLI – 8  

Fuori per gran parte della stagione rientra in scioltezza e come se nulla fosse, tutto è magia. Sì, signori, il Muro contribuisce a gare decisive specie nel cammino della Champions League soprattutto in un modo: lui rientra e il reparto arretrato della Juventus subisce meno goal. Sicurezza e solidità. Unico punto debole: il tallone! ACHILLE

CHIELLINI – 7,5

Presenza fisica irrinunciabile specie per la foga con cui martella. Il rigore ciabattato in quel di Doha e gli scivoloni in europa che potevano costar molto caro alla formazione di Allegri, però svaniscono difronte alla prestazione firmata “con il sangue” contro il Real Madrid. Avrebbe meritato la finale per il percorso, ma si rifarà. KING KONG

EVRA – 7

Stenta ad entrare nelle logiche della fila bianconere, ma una volta fatto diventa irrinunciabile anche per via dell’assenza di Asamoah. In coppa fa la differenza perché quello è un palcoscenico dove conta anche averle già giocate quelle partite. USATO D’ESPERIENZA 

ASAMOAH – s.v.

Altro spettatore non pagante, anzi pagato di questa poderosa stagione juventina. Mai visto nella difesa a 4. Quale sarà il suo futuro? MISTERO

MOTTA – s.v.

Perché c’è ancora? DUBBIO AMLETICO  

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