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In Corso Galileo Ferraris posso star tranquilli. Nelle casse della società bianconera c’è già un bel tesoretto. La vittoria di stasera però sarebbe il delitto perfetto di una stagione difficilmente ipotizzabile a priori. Quella ciliegina sulla torta che profuma di rivalsa per i milioni di tifosi bianconeri, varrebbe oro per la società.

UNA VITTORIA DA ZIO PAPERONE – La galoppata della corazzata guidata da Massimiliano Allegri ha già fruttato quasi 100 milioni di euro, tenendo in considerazione i 31 milioni di euro circa dei bonus UEFA (comprendenti già la quota per la finalista perdente), i ricavi del market pool (diritti televisivi) che sfiorano i 50 milioni di euro e gli incassi rivenienti dal botteghino. E in caso di trionfo che succede? I diritti televisivi essendo basati perlopiù sul numero di gare giocate, non subiranno grosse variazioni. La UEFA però riconoscerebbe 4 milioni in più in caso di vittoria più due gettoni per la prossima stagione: un bonus da 3 milioni per la Supercoppa Europea e un bonus che oscilla tra 1,8 e 4,5 milioni di euro legati al Mondiale per Club.

L’OCCHIO DELL’ESPERTO – “La finale di Champions, e ancor di più la vittoria, sono un volano economico incredibile – spiega Marco Nazzari, managing director di Repucom Italia – In termini di fatturato la vittoria può portare a casa una crescita tra il 10% e il 20%. Basti pensare al diritto di commercializzare in esclusiva il merchandising UEFA con il logo “Campione d’Europa”; oppure al cachet maggiorato delle amichevoli e alla possibilità di trattare con gli sponsor partendo da una posizione di forza”.

Il punto chiave sarebbe per la Juventus aumentare la propria fanbase, arrivando a competere coi tre club più potenti in tal senso nel mondo: Barça, Manchester United e Real hanno una fanbase che supera il mezzo miliardo di persone, mentre la Juventus conta poco più di 200 milioni di persone tra tifosi, estimatori e simpatizzanti nel mondo. In tal senso la vittoria in Europa ma soprattutto confermarsi ad alti livelli nei prossimi anni, significherebbe poter contare su una forte politica di riconoscibilità del marchio nel mondo.

JUVE DA FORZA NAZIONALE A POTENZA GLOBALE – La chiave nell’upgrade di qualità del marchio bianconero è proprio qui: Supercoppa e Mondiale costituirebbero oltre che trofei importanti nel Palmarés della società torinese, anche importanti vetrine che consentirebbero una visibilità in larga scala, specie per le realtà statunitensi, asiatiche e mediorientali che non contano squadre locali particolarmente competitive. Il maggiore appeal del club di Agnelli potrebbe quindi aprire nuove possibilità commerciali.

PREGRESSI NELLA REALTA’ ITALIANA? – L’ultimo esempio di una italiana così vincente risale all’Inter del Triplete di Mourinho. I nerazzurri tuttavia non seppero capitalizzare quell’annata sportivamente eccezionale: la managerialità più avanzata in termini di modello adottata dalla società bianconera orientata anche alla ricerca e selezione di nuove fonti di introito fanno però ben sperare nel caso di esito positivo, circa la capacità del club di cogliere e sfruttare un’occasione così ghiotta.

UNA COPPA PESANTISSIMA – Sollevare per le grandi orecchie potrebbe essere pesantissimo. Per i tifosi scottati dal beffardo 2006. Per i calciatori che coronerebbero un’annata di successi e che farebbero ricredere colui che li aspetta a Coverciano, pur non scommettendo sulla loro fame il 15 Luglio scorso. Per mister Allegri chiamato a sostituire e non far rimpiangere un pezzo della storia della ripresa bianconera. Per la dirigenza e la società che da realtà nazionale strizzerebbero l’occhio ad una realtà globale.

Ancora poche ore e questo maledetto e noioso condizionale potrà essere abbandonato.

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