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Ai microfoni il Capitano della Juventus Gianluigi Buffon, ancora affamato di successi, dichiara che “partecipare non basta”, bramoso di alzare al cielo la fatidica Coppa con le orecchie. Non si tratta di insoddisfazione, bensì di stile Juve, quello per cui l’affermazione in Italia per quattro anni consecutivi non è sufficiente. Una ricerca costante di scaldare i sedili di nuovi podi, in nome di una storia non da poco come quella della società bianconera.

La finale di Berlino incarna il ritorno del souvenir di nove anni fa. La vittoria dei Mondiali di calcio di Germania 2006 aveva già consentito al capitano della Juventus di sollevare il trofeo in quel dell’Olympiastadion.

Una Champions inattesa stravolge i piani bianconeri, meritevoli di affacciarsi al cospetto di orizzonti più vasti. Forse per il prestigio di un raggiungimento inaspettato o per la magia di un riscontro straordinario anche in Europa, Gigi Buffon non chiamerebbe “successo” la sconfitta di Sabato 6 Giugno. Il capitano della Juventus aspira ormai al massimo, deciso ad affrontare il timore di un confronto esilarante contro i Campioni di Spagna. Etichettata dallo stesso portiere come “partita della vita”, la finale contro il Barça si aggiudica il primo posto in classifica tra le ambizioni bianconere. Una gara di valori che richiede fermezza fisica e psicologica deciderà il destino di Juventus e Barcellona.

<<Anche se sfavoriti, la vogliamo vincere questa Coppa>>, aggiunge il Superman del calcio italiano, superstite di remoti anni difficili. Un vissuto non solo di trionfi vivifica la leggendaria storia della FC Juventus, oggetto di intrighi e calunnie spesso conducenti ad atterraggi di salvataggio. Una squadra che nel tempo ha fortificato le virtù di un calcio italiano ormai poco considerato a livello Internazionale, torna a giocarsi un titolo considerevole tenacemente. E’ l’esperienza dettata dall’età e da una carriera di successo a definire la maturazione di un giocatore come Gianluigi Buffon, autore di una raffinatissima storia calcistica.

La Juventus di Max Allegri marcia verso il verde del campo tedesco: “Giocarla senza aver rimpianti alla fine” è l’imperativo morale.

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