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Editoriali

L’uragano Dybala spazza via il Genoa

Sembrava essere tornati, o essersi fermati, al 27 Novembre 2016. Quell’1-2 in 7 minuti ci ha dato la sensazione di essere il remake dell’ultimo match contro il Genoa al Ferraris: approccio completamente errato, errori individuali imbarazzanti, squadra senza grinta, senza carattere.

Appunto, sembrava, perché quando Galabinov ha realizzato il rigore, inesistente per fuorigioco, del 2-0, ecco che la Juventus esce dagli spogliatoi ed entra in campo e come d’incanto i bianconeri cominciano a giocare seriamente, anche memori dell’ultima sonora sconfitta sul campo dei grifoni, e soprattutto grazie ad un marziano che di nome fa Paulo e di cognome Dybala. Il neo numero 10 bianconero prende per mano la squadra e ribalta completamente una partita che si era trasformata in un incubo, una tripletta che conferma ancora una volta la bontà della decisione sull’assegnazione della maglia numero 10. Se c’era ancora qualche tifoso che nutriva dei dubbi sulla bontà della scelta, ieri pomeriggio è stato servito.

Un’altra cosa da salvare è la grandissima reazione avuta dopo aver subìto il 2-0, un’occhiata tra i giocatori bianconeri che è servita ad attaccare la spina e non fermarsi più fino al 90′, con un Genoa che dopo il 2-0 non ha portato più un pericolo serio verso la porta di Buffon. Il dna della squadra è rimasto intatto, una prova di forza su un campo difficile che, se vogliamo, è anche un messaggio al campionato. Infatti pochi si sarebbero aspettati una rimonta del genere.

Fermarsi però alle cose positive viste ieri non sarebbe giusto perché ci sono state anche cose negative che devono assolutamente essere migliorate. Una su tutte è l’approccio ai match. I bianconeri in questo inizio di stagione sembrano peccare di un approccio molle alle partite, è successo anche in supercoppa italiana contro la Lazio, dove la Juventus è uscita sconfitta, e si è ripetuta ieri pomeriggio  con i primi 10 minuti da puro film horror. Non dimentichiamo poi alcuni errori individuali, soprattutto nel primo goal, dove si è visto un Giorgio Chiellini goffo su un colpo di testa da appoggiare al compagno, ed un Alex Sandro in balia di Goran Pandev.

Errori e atteggiamenti che possono e devono essere corretti in vista di test più probanti, come ad esempio quello del 12 settembre che vedrà la Juventus opposta al Barcellona al Camp Nou. Una partita da giocare con grinta e determinazione dal primo all’ultimo minuto, altrimenti una partenza schock come quella di ieri si rischierebbe di pagare a caro prezzo.

L’unica cosa certa, almeno a giudicare da queste prime partite, è che la Juventus in questa stagione è stata costruita per segnare un goal in più dell’avversario e non uno in meno com’è successo fino alla scorsa stagione. Quando alcune accortezze saranno state corrette, questa squadra, potenzialmente parlando, potrebbe far divertire i propri tifosi.

 

 

 

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