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Marchisio: “La medaglia d’argento? Presto accanto a quella d’oro”

Continuano le testimonianze di rammarico per la sconfitta di Berlino da parte degli juventini impegnati con le rispettive Nazionali. Dopo le dichiarazioni di Morata, Bonucci e Pogba giunte nella giornata di ieri, ecco aggiungersi un altro Azzurro alla lista. Si tratta di Claudio Marchisio, reduce da un piccolo stiramento al muscolo obliquo, che dal ritiro di Coverciano ha approfittato della conferenza stampa pre-allenamento per tranquillizzare i tifosi sulle proprie condizioni fisiche e soprattutto per esprimere il proprio parere sulla finale persa dalla sua Juventus contro il Barcellona.

NATO PER PRIMEGGIARE – “Finire con una sconfitta non piace e noi juventini vogliamo rifarci in Nazionale”. Così ha replicato Claudio a chi gli chiedeva notizie sulle sue condizioni psicologiche e su quelle di coloro che con lui hanno diviso gioie e dolori della notte tedesca. E quando gli è stato fatto notare che alcuni suoi compagni come Morata e Bonucci hanno dichiarato di aver buttato via la medaglia d’argento conquistata quella notte, il centrocampista non si è scomposto e ha affermato: “Sul palco l’ho tolta anche io. E sono contento che uno giovane come Álvaro non si accontenti dell’argento perché significa che vuole migliorare. Io, però, la tengo a casa perché mi ricorda comunque una grande emozione e perché spero di metterci presto accanto quella d’oro”.

L’APPELLO – Il numero 8 azzurro ha poi riservato un fugace pensiero sulla possibilità che Tevez e Pirlo smettano di indossare i colori bianconeri già a partire da questa estate. Claudio si è detto preoccupato da tale eventualità e si è augurato vivamente che entrambi continuino a nutrire l’organico bianconero perché “sono due grandissimi che hanno dato tanto e che potranno dare ancora tantissimo”.

VINCERE È L’UNICA COSA CHE CONTA – Secondo Marchisio, inoltre, a poter dare ancora tantissimo è la stessa Juventus, a proposito della quale ha detto: “Da quattro anni si parla di una Juve che non ha più fame e invece siamo sempre lì. E anche la favola di un campionato facile non è affatto vera. Noi facciamo un percorso costante di crescita e l’anno prossimo sarà ancora difficile. Ma noi ci saremo”, perché “vincere aiuta a vincere” e la Juventus ha già dimostrato negli ultimi anni di saperlo fare, nonostante qualcuno come Conte si dica sorpreso dei successi ottenuti nella stagione appena conclusa.

GRAZIE ANTONIO, MA LA STANDING OVATION È PER MAX – Inevitabile, quindi, in chiusura il paragone tra lo stesso Conte e Allegri, con il dovuto riconoscimento al primo per aver dato inizio a una crescita collettiva che ha consentito all’intero ambiente bianconero di arrivare quest’anno a giocarsi il triplete. Quanto ad Allegri, invece, Marchisio è apparso felice per il suo rinnovo fino al 2017 sulla panchina della Juventus, che non ha esitato a definire “un segnale importante e un premio meritato” per come ha saputo calarsi immediatamente nella parte dell’allenatore del club più amato e odiato d’Italia a partire dall’ormai lontano 16 luglio 2014, e per come è riuscito a prendersi cura dei suoi ragazzi, inculcando loro la consapevolezza di poter stare a pieno titolo tra le migliori squadre del mondo.

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