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Morata: “Macchè Real, sto d’incanto a Torino”

A distanza di soli due giorni, Álvaro Morata è tornato a parlare e questa volta lo ha fatto attraverso i microfoni della trasmissione radiofonica “El partido de las 12” in onda su Cadena Cope. Ospitato sulle copertine e davanti alle telecamere di mezza Spagna in qualità di stella emergente del calcio nazionale, il giovanissimo attaccante della Juventus sta facendo strage di cuori nella sua patria, che non vede l’ora di godersi le sue prestazioni atletiche con indosso la maglia dei Blancos. Tuttavia, seppur lusingato dall’interesse e dall’affetto dei suoi conterranei, il numero 9 bianconero non ha alcuna intenzione di lasciare Torino e ancora una volta lo ha ribadito riservando parole di elogio per Madama, la squadra che soltanto l’estate scorsa ha creduto in lui, permettendo di fatto alla sua carriera di esplodere.

JUVENTUS MI AMOR – “Macché Real, sto d’incanto a Torino”, è iniziata così la dichiarazione d’amore nei confronti della Juventus da parte di Morata. “Voglio vincere ancora tanti titoli con la Vecchia Signora. Con lei mi sento in debito: quando siamo tornati da Berlino e abbiamo trovato tutta quella gente all’aeroporto nonostante avessimo perso la finale, mi ha toccato l’anima nel profondo. Chiedo solo di vincere il maggior numero di trofei possibile per ripagare l’affetto dei tifosi e soddisfarli come meritano.

Parole che suonano dolci come il miele alle orecchie dei milioni di sostenitori bianconeri, ancora più rincuorati dalla conferma che il calciatore non ha mai incontrato, né avuto un colloquio telefonico, con il nuovo tecnico del Real Rafa Benítez. “Questo non è stato il mio anno, è stato l’anno della Juventus”, ha proseguito Álvaro, che ha colto anche l’occasione per dare il giusto e meritato tributo a Mister Allegri. “La Juve aveva vinto tre scudetti e le si chiedeva il quarto, nonostante il cambio di allenatore sulla sua panchina. La gente all’inizio non ci credeva, poi Allegri ha dimostrato di essere un grande alla guida di un gruppo altrettanto grandioso, che mi ha accolto bene fin da subito”.

L’ESTATE 2014 – Ed è stato proprio il riferimento all’accoglienza da parte dei suoi compagni di squadra che ha permesso al “ragazzo della porta accanto” di ricordare quanto accaduto la scorsa estate: “L’anno passato mi aveva chiamato Jürgen Klopp, poi non so cosa sia successo. Io ero solo concentrato sul campo, anche se stavo male per la mia situazione. Quando il ds della Juventus è venuto a casa mia, mi sono subito sentito a mio agio per via dell’immediata stima reciproca e della massima fiducia. Per questo non ho mai avuto dubbi sulla mia scelta”.

AAA CANCELLASI SCONFITTA – Spazio, poi, per un ulteriore riferimento alla medaglia d’argento “gettata via” subito dopo la finale: “L’ho regalata a un mio amico. Perché l’ho fatto? Perché mi sarebbe apparsa sempre davanti agli occhi come un post-it per ricordarmi la sconfitta e mi sarei arrabbiato ancora di più”.

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