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Juventus Andrea Pirlo, binomio vincente che dura da quattro stagioni. Il maestro, approdato ,dopo l’addio al Milan, alla corte di Antonio Conte, potrebbe vivere in quel di Berlino l’apice, nonché il termine, della sua avventura in bianconero.

Secondo più di una voce, il regista con il numero 21 cucito sulle spalle, potrebbe decidere di lasciare dopo l’atto conclusivo della Champions League, e quale miglior finale, per una grande opera qual è la carriera del bresciano? Vincere contro i marziani del Barcellona coronerebbe anzi, consacrerebbe davanti agli dèi del calcio, la sua ventennale carriera, con una tripletta (composta da Coppa ItaliaSerie A e, appunto, Coppa dei campioni) storica e per lui, e per la formazione brillantemente guidata al successo da Massimiliano Allegri.

Già, quel Massimiliano Allegri che secondo i più sarebbe stato reo di aver escluso Pirlo dal progetto rossonero, progetto che poi, per cause esterne, vedesi “primo scudetto della rinascita bianconera”, gestita, per l’appunto, dall’Andreone nazionale.

La ruota gira per tutti, il cerchio si chiude, la Juve sul tetto d’Europa, il maestro che saluta in pompa magna. Si cali il sipario, tra gli applausi e la gloria, conquistati da chi, per tanti tanti anni, ha dipinto con i piedi (e non nell’accezione negativa dell’espressione) su un grande rettangolo verde, capace di tirare fuori l’ennesima emozione da quello che, secondo i più, non è nemmeno sport meritevole dell’attenzione data da milioni di tifosi.

Nato nella provincia di Terni il 20/04/1998, ama il calcio e la scrittura. Cerca di conciliare il tutto con una delle sue grandi passioni: la Juventus. È caporedattore di VoceBianconera.

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