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L’ASSALTO DEL BARÇA – Quando si dice “dopo lo schiaffo, pure la beffa”. Archiviata la pratica triplete ai danni della Juventus, il Barcellona sembra voler accaparrarsi anche uno dei protagonisti della comunque soddisfacente stagione bianconera. Pare, infatti, che la prestazione poco brillante sfoggiata a Berlino non abbia compromesso il valore di Paul Pogba agli occhi dei neo Campioni d’Europa e li abbia ancor più convinti ad assicurarsi la sua presenza in rosa per il prossimo assalto a qualsivoglia trofeo.

LE DICHIARAZIONI – A confermarlo è stato lo stesso presidente blaugrana, Joseph Maria Bartomeu Floreta, che nella giornata di ieri ha manifestato apertamente l’interesse che la sua società nutre nei confronti del centrocampista juventino dalle lunghe leve. Intervistato dai microfoni della trasmissione Téléfoot, una sorta di 90° Minuto alla francese, il numero uno catalano si è lasciato sfuggire le seguenti dichiarazioni: “Pogba è un grande giocatore ed è uno dei nostri obiettivi primari. Siamo interessati a lui, ma non posso dire di più: non possiamo contrattare calciatori fino a gennaio e non posso spingermi oltre”.

Verrebbe da dire, allora, “Grazie Fifa” per aver imposto il blocco di mercato al Barça fino a gennaio 2016, a causa della violazione delle norme sul trasferimento dei minori. Tuttavia, i tifosi bianconeri sanno bene di doversi guardare le spalle, poiché già da tempo sembra aleggiare attorno a Pogba il fantasma della cessione.

ANDARE O RESTARE, QUESTO È IL DILEMMA – D’altronde il procuratore Mino Raiola non ha mai fatto mistero circa le possibilità di un eventuale e imminente trasferimento del suo pupillo. “Pogba va dove pagano meglio”: così Raiola aveva liquidato i giornalisti in occasione dell’ultimo match casalingo della Juventus, quello contro il Napoli e della meritata festa scudetto.

Pertanto, il dubbio che la pantera del centrocampo bianconero possa sfoggiare le sue doti innate in altri lidi già a partire da quest’estate rimane molto forte, anche se è opinione di chi scrive che le probabilità della sua cessione sarebbero state ancora più elevate qualora la Coppa dalle Grandi Orecchie fosse approdata in quel di Torino.

Ad ogni modo, visto il talento in ballo, sentiamo il dovere di mettere in guardia il nostro n°6: attento Paul, l’avidità estera a volte ripaga, a volte no. E, nonostante le dinamiche di mercato siano in questo caso assolutamente diverse, così come la qualità del calciatore di cui si discorre, il rischio di assistere a un Ciro Immobile bis è sempre dietro l’angolo…

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