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Dopo 12 anni dall’ultima finale persa nello scontro fratricida contro il Milan di Carlo Ancelotti, e con l’intermezzo della caduta agli inferi della serie B, l‘araba fenice juventus si presenta a Berlino come vittima sacrificale di un mostruoso Barcellona composto dal trio delle meraviglie Messi, Suarez e Neymar. Nella testa di un vecchio tifoso bianconero cresciuto a pane e juventus si affollano i pensieri più disparati ripensando alle precedenti finali e in particolare affiorano i vecchi ricordi della finale vinta a Roma e festeggiata sugli spalti dell’olimpico.

E’ il 22 maggio 1996, la juventus si presenta alla finale dopo essersi sbarazzata nel turno precedente del Real Madrid. Per un tifoso doc è la partita da non perdere e la presenza allo stadio è la ciliegina sulla torta. Durante il viaggio il clima è allegro e di euforia, si arriva allo stadio, tutto è perfetto, le bandiere che sventolano e creano una bellissima coreografia, l’adrenalina è a mille. La juventus non è la favorita ma la ferocia con la quale i ragazzi di Marcello Lippi aggrediscono la partita stordisce l’avversario.E’ la juventus operaia di Moreno Torricelli capace di annullare il dirimpettaio Davids, di Deschamps, di Paulo Sosa, di Conte, di Vialli. Di fronte il grande favorito, l’ajax guidato da Van Gaal con Van der saar, Blind, Davids, i fratelli De Boer, il finlandese Litmanen. Nei giorni precedenti il compianto avvocato Gianni Agnelli a chi gli chiedeva conto su chi fosse il favorito aveva risposto con queste parole: “Loro sono una squadra di pittori fiamminghi…la nostra? speriamo sia una di piemontesi tosti” La partita si mette subito bene per la Juventus perchè al 13° minuto penna bianca Ravanelli trova il gol segnando da posizione impossibile, lo stadio è una bolgia ma è ancora presto per cantare vittoria; e una mezza papera di Peruzzi quasi al termine del primo tempo permette a Litmanen di riportare la situazione in parità. Un paio di minuti dopo si fa male Conte che viene sostituito da Jugovic. Nel secondo tempo, incitata da un tifo assordante la Juventus ci prova in tutte le maniere a vincere questa partita ma non succede nulla, nei supplementari le due squadre badano a non subire goal e si va ai rigori. I rigori vengono calciati sulla curva opposta alla nostra. Si parte, Peruzzi compie il primo miracolo parando il rigore di Davids, per la juventus segnano nell’ordine Ferrara, Pessotto e Padovano, per l’aiax Litmanen e Scholten. Si presenta sul dischetto Silooy, Peruzzi intuisce la traiettoria e lo para, tocca a Jugovic, lo stadio è ammutolito, se segna siamo campioni. Jugovic prende la rincorsa e segna, la coppa dei campioni è della Juve. Lo stadio è tutto un tripudio di bandiere, Di Livio e Torricelli tra i più attivi sotto la curva a festeggiare, i giocatori dell’ajax sul prato incapaci di accettare l’amaro verdetto. I professori presuntuosi colpiti dagli irriverenti scolaretti affamati di vittorie e di successo. Il copione di sabato sera è simile, una squadra di solisti e di professoroni contro dei volenterosi e diligenti scolari. La sera del 22 maggio gli allievi hanno superato i maestri grazie a due parole fondamentali “grinta” e “fame di vittoria”.

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