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Ripercorre il campo dello Juventus Stadium stasera l’ex capitano Alessandro Del Piero, salutato tristemente tre anni fa dalla società bianconera. Un addio sofferente immeritato aveva annebbiato l’atmosfera di JuveAtalanta, ultima del Campionato 201112, sfidando la sensibilità dei più grandi sostenitori.
Lacrime di gioia e sofferenza confluivano al cospetto di una felpa gialla fluorescente, più luminosa di qualunque altra sui gradoni della nuova struttura torinese.
Una stella del calcio chiudeva le valigie di una carriera inclassificabile e voltava l’ennesima pagina di un capitolo ormai concluso.

<<Da piccolo dovevo andare al Torino, ma mia madre si oppose>>  dichiarava Pinturicchio qualche giorno fa durante l’incontro dell’Universiday con gli studenti della Bocconi.
“Scelta saggia” direbbe oggi un qualsiasi tifoso juventino, ammaliato dalla professionalità dello storico attaccante bianconero, protagonista della grande storia d’amore con la maglia zebrata.

Il suo numero 10 valeva più di un contratto, più della fama che nel tempo ha ottenuto col suo essere discreto dentro e fuori dal campo.
Un uomo più che un calciatore, Alex Del Piero era in grado di annientare l’avversario senza disporre di arroganza e presunzione, uno dei pochi casi di superiorità e costanza nella buona e nella cattiva sorte.
Pinturicchio, noto per gli strepitosi goal da punizione, gonfiava la rete esattamente come faceva con i cuori della tifoseria da cui ancora oggi è acclamato.
Incredibilmente affiatato il rapporto con chi ha vissuto dall’esterno lo scorrere di tempi diversi, vigorosi e strazianti subito dopo. Un affetto lavorato, definito dalla sicurezza che il Capitano di Conegliano trasmetteva  ininterrottamente alla squadra e ai seguaci.
Un esempio di purezza calcistica. Del Piero non ricercava il successo del top player, ma il benessere ed il trionfo della squadra insieme a cui era cresciuto.
Una signorilità perenne, in virtù della quale manifestava apprensione anche nei momenti di massima criticità. Neppure una condanna come quella del 2006, esito di ingiurie e complotti, era riuscita ad allontanare  il Godot dell’Avvocato Agnelli dalla maglia bianconera.

Una fede salda, alimentata dalla sollecitudine di chi è nato ed invecchiato con indosso gli stessi colori.
Non un giocatore qualunque, nella bacheca di Alex sono esattamente 28 i trofei Nazionali ed Internazionali ottenuti in veste bianconera, in aggiunta ai 31 scudetti vinti a partire da quel lontano 1993.
Una storia infinita, articolata anche nell’attiva partecipazione al gioco della Nazionale, vincitrice dei Mondiali 2006 per l’immenso contributo del numero 7 in azzurro.
Ecco che torna in campo, nel vivo di un calcio discostato dall’usuale, con la speranza di ausiliare la ricerca e di dare un contributo solidale in compagnia di tanti altri grandi talenti, Alessandro Del Piero respira nuovamente l’aria dello Juventus Stadium.

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