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Dopo l’acceso botta e risposta con il Presidente del Milan Silvio Berlusconi, Andrea Agnelli è riuscito a scatenare anche l’ira della FIGC nella persona di Carlo Tavecchio.

L’ACCADUTO – Nella conferenza stampa di fine stagione di ieri, infatti, il numero uno di C.so Galileo Ferraris non si era lasciato sfuggire l’occasione di attaccare il sistema calcio italiano e aveva lanciato l’ennesima frecciatina nei confronti del suo principale esponente, affermando come il merito dei risultati ottenuti quest’anno in Europa da Juventus, Napoli e Fiorentina, spetti esclusivamente alla buona gestione delle tre società.

LA REPLICA – Immediata è stata allora la reazione di Tavecchio, che nell’intervista rilasciata alle telecamere di Premium Sport non ha celato un’aria alquanto stizzita nell’ascoltare il pensiero di Agnelli riportato dal giornalista. “Quando i signori Presidenti di società non hanno risultati agonistici e non sono all’altezza della rappresentanza internazionale, la colpa è della Federazione. Quando hanno risultati importanti, la Federazione non c’entra niente. Bisogna mettersi d’accordo. Io mi limito a dire che la Federazione è il soggetto che permette loro di giocare a calcio. Senza il rispetto della Federazione, loro non potranno mai esprimersi a livelli internazionali ed europei”, ha quindi replicato Tavecchio.

Incalzato dal giornalista, poi, sulle ragioni che secondo lui spingono Agnelli a manifestare sempre il suo disappunto verso il sistema calcio italiano, Tavecchio si è lasciato andare ad ulteriori dichiarazioni al veleno: “Glielo dico onestamente, io non credo che la Lega gli dia grandi soddisfazioni. Lì i consensi si ottengono dai Presidenti delle società che la compongono e, se i risultati sono 15 contro 5 o 16 contro 4, non è colpa della Federazione. Lui avrà i suoi problemi e non trovo corretto addossarne la responsabilità sempre alla FIGC”.

LA JUVE È LA JUVE – Nulla di nuovo, insomma. Che il club bianconero non avesse alleati e non godesse di grandi simpatie all’interno degli organi istituzionali è roba nota. Così come è risaputo che tra Tavecchio e Agnelli non corri buon sangue. Tuttavia, c’è da scommettere che, qualora si fosse fatto ritorno da Berlino con l’ennesimo trofeo di questa stagione, non sarebbero mancate da parte di lor signori di P.le Flaminio manifestazioni d’orgoglio del tipo “Il trionfo del calcio italiano”. Beh, caro Presidente, nel caso in cui ciò dovesse accadere già a partire da Milan 2016, non si scomodi: sul carro bianconero c’è posto solo per noi bianconeri!

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